Nel delta del grande fiume l'opera della natura ed il lavoro dell'uomo si sono intrecciati nel corso dei millenni.
Fin dal VI secolo a.C. con l’emporio etrusco di Spina, la foce del Po diventa posizione privilegiata per il controllo dei commerci tra l’Europa del nord, il Mare Adriatico e la pianura padana.
Dal III secolo a.C., furono i Romani a stabilire il proprio controllo sulla regione, dotandola di importanti vie di comunicazione per acqua e per terra, potenziandone i porti e gli insediamenti; a testimonianza di ciò nel 1981 fu ritrovata un’imbarcazione del I secolo a.C. con il prezioso carico perfettamente conservato e ora esposto a Comacchio nel Museo del Carico della Nave Romana.
In età tardo antica si vide l’affermarsi di Ravenna come capitale dell’Impero Romano d’occidente (402 d.C.) prima e come sede dell'Esarcato dell'Impero d'Oriente successivamente; oggi possiamo ammirare le vestigia della città e del porto romano di Classe oltre alle splendide chiese paleocristiane e bizantine, con i mosaici famosi in tutto il mondo.
Il delta del Po nel medioevo era un luogo impervio, isolato ma caratterizzato da una presenza laboriosa e creativa che ha lasciato imponenti tracce: l'Abbazia benedettina di Pomposa luogo di preghiera e meditazione ma anche di organizzazione agricola ed idraulica del territorio.
Nel rinascimento prosegue l’opera di regimazione idraulica con l’ascesa e l’affermazione della signoria d’Este a Ferrara, costantemente impegnata nel risanamento a fini agricoli delle aree paludose sia interne che costiere. Un’immensa opera di bonificazione interesserà le aree orientali dello stato estense nel XVI s., di cui restano alcune tracce nel territorio, come la Torre dell’Abate e la Chiavica dell’Agrifoglio, assieme ad una fitta rete di canali di scolo, oltre al castello di Mesola dove la corte soggiornava per le partite di caccia nel vicino e omonimo bosco;
Nel cuore delle valli, in periodo longobardo, sorse Comacchio, cittadina lagunare che doveva alla pesca e alla raccolta del sale la ragione stessa della propria nascita e sviluppo.
Nelle grandi valli d’acqua salmastra che la circondavano, prese vita un’economia legata alla pesca, organizzata attorno ad una fitta rete di postazioni di lavoro e raccolta del pesce, i Casoni di Valle, edifici tipici di varia tipologia ed utilizzo, attrezzati con "lavoriero", antico (e tuttora in uso) ed efficientissimo strumento di cattura del pesce e in special modo dell’anguilla, la regina delle Valli.
Tutto ciò è visibile in un suggestivo percorso con un'imbarcazione. L’anguilla veniva sottoposta al processo della marinatura, in un luogo del centro cittadino, appositamente attrezzato, la Manifattura dei Marinati, recentemente restaurato e ripristinato all’attività manifatturiera, che propone in un suggestivo percorso museale, tutte le fasi della lavorazione del pescato.
La raccolta del sale fu altrettanto importante per l’economia della zona con la presenza di due grandi impianti situati a Comacchio e a Cervia, dove l’intervento dell’uomo ha creato un ambiente che trova il favore di numerose specie di uccelli acquatici di gran pregio, fra cui il fenicottero.
Fu solo dopo l'Unità d'Italia, con la colossale opera di bonifica meccanica, che la natura e il paesaggio hanno subito trasformazioni radicali ma che fortunatamente non hanno compromesso definitivamente il fascino di un territorio in cui oggi l’uomo torna ad identificare nelle peculiarità ambientali storiche e culturali la sua vera ricchezza.