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Il Delta tra storia e natura

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L’UOMO NEL DELTA - Patrimonio architettonico e culturale
GLI ECOSISTEMI, LA FLORA E LA FAUNA
LO SPETTACOLO DEL DELTA: IL BIRDWATCHING
LE OASI NATURALI
CENTRI VISITA E MUSEI

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Castello della Mesola
Torre Abate
Torre Palù
Chiavica dell'Agrifoglio
Goro, Gorino, Faro e Lanterna Vecchia
Abbazia di Pomposa
Torre della Finanza
Comacchio – centro storico
Portogaribaldi
Ferrara
Ravenna
 

 ‭(Nascosta)‬ IL DELTA DEL PO TRA NATURA E STORIA

Il Parco Regionale del Delta del Po è stato istituito nel 1988 per proteggere alcune oasi appartenenti alla parte meridionale dell’attuale delta del fiume Po, chiamato delta storico, e foci di alcuni fiumi appenninici come il Reno, il Lamone e il Bevano, che nei millenni hanno creato e poi scolpito questo territorio in una continua alternanza tra acqua e terra dove l’uomo ha lottato per sopravvivere ed infine modificato profondamente mediante imponenti opere di bonifica.

Nel corso dei millenni la presenza dell'uomo si è adattata ad un ambiente ricco di risorse ma ostile e selvaggio, fino al XVIII sec., quando, con l’invenzione della macchina a vapore, imponenti opere di bonifica hanno modificato profondamente il territorio.

Il territorio del Parco (circa 60.000 ettari), il più esteso fra i parchi regionali dell’Emilia Romagna, è formato da un’ampia varietà di ambienti: boschi termofili, mesofili e igrofili, valli d’acqua dolce e salmastre, saline, ambienti dunali e retrodunali.

Tra le più note oasi naturalistiche ricordiamo interessanti zone umide come le Valli di Comacchio, la Sacca di Goro, le Valli di Campotto, le Piallasse ravennati, le Saline di Cervia ed estesi boschi e pinete come il Bosco della Mesola, la pineta di Volano e di San vitale.

un mosaico di ecosistemi, veri e propri serbatoi di biodiversità ; da sottolineare in particolare, la presenza di oltre 300 specie di uccelli segnalate negli ultimi decenni, di cui oltre 150 nidificanti e oltre 180 svernanti, fa del Parco la più importante area ornitologica italiana ed una delle più rilevanti d’Europa.

Altrettanto ricco è il patrimonio architettonico e culturale con importanti monumenti come il Castello della Mesola, l’Abbazia di Pomposa, S. Apollinare in Classe ed i centri storici di Mesola, Comacchio, Ravenna e Cervia.

L’UOMO NEL DELTA - Patrimonio architettonico e culturale

Nel delta del grande fiume l'opera della natura ed il lavoro dell'uomo si sono intrecciati nel corso dei millenni.

Fin dal VI secolo a.C. con l’emporio etrusco di Spina, la foce del Po diventa posizione privilegiata per il controllo dei commerci tra l’Europa del nord, il Mare Adriatico e la pianura padana.

Dal III secolo a.C., furono i Romani a stabilire il proprio controllo sulla regione, dotandola di importanti vie di comunicazione per acqua e per terra, potenziandone i porti e gli insediamenti; a testimonianza di ciò nel 1981 fu ritrovata un’imbarcazione del I secolo a.C. con il prezioso carico perfettamente conservato e ora esposto a Comacchio nel Museo del Carico della Nave Romana.

In età tardo antica si vide l’affermarsi di Ravenna come capitale dell’Impero Romano d’occidente (402 d.C.) prima e come sede dell'Esarcato dell'Impero d'Oriente successivamente; oggi possiamo ammirare le vestigia della città e del porto romano di Classe oltre alle splendide chiese paleocristiane e bizantine, con i mosaici famosi in tutto il mondo.

Il delta del Po nel medioevo era un luogo impervio, isolato ma caratterizzato da una presenza laboriosa e creativa che ha lasciato imponenti tracce: l'Abbazia benedettina di Pomposa luogo di preghiera e meditazione ma anche di organizzazione agricola ed idraulica del territorio.

Nel rinascimento prosegue l’opera di regimazione idraulica con l’ascesa e l’affermazione della signoria d’Este a Ferrara, costantemente impegnata nel risanamento a fini agricoli delle aree paludose sia interne che costiere. Un’immensa opera di bonificazione interesserà le aree orientali dello stato estense nel XVI s., di cui restano alcune tracce nel territorio, come la Torre dell’Abate e la Chiavica dell’Agrifoglio, assieme ad una fitta rete di canali di scolo, oltre al castello di Mesola dove la corte soggiornava per le partite di caccia nel vicino e omonimo bosco;

Nel cuore delle valli, in periodo longobardo, sorse Comacchio, cittadina lagunare che doveva alla pesca e alla raccolta del sale la ragione stessa della propria nascita e sviluppo.

Nelle grandi valli d’acqua salmastra che la circondavano, prese vita un’economia legata alla pesca, organizzata attorno ad una fitta rete di postazioni di lavoro e raccolta del pesce, i Casoni di Valle, edifici tipici di varia tipologia ed utilizzo, attrezzati con "lavoriero", antico (e tuttora in uso) ed efficientissimo strumento di cattura del pesce e in special modo dell’anguilla, la regina delle Valli.

Tutto ciò è visibile in un suggestivo percorso con un'imbarcazione.  L’anguilla veniva sottoposta  al processo della marinatura, in un luogo del centro cittadino, appositamente attrezzato, la Manifattura dei Marinati, recentemente restaurato e ripristinato all’attività manifatturiera, che propone in un suggestivo percorso museale, tutte le fasi della lavorazione del pescato.

La raccolta del sale fu altrettanto importante per l’economia della zona con la presenza di due grandi impianti situati a Comacchio e a Cervia, dove l’intervento dell’uomo ha creato un ambiente che trova il favore di numerose specie di uccelli acquatici di gran pregio, fra cui il fenicottero.

Fu solo dopo l'Unità d'Italia, con la colossale opera di bonifica meccanica, che la natura e il paesaggio hanno subito trasformazioni radicali ma che fortunatamente non hanno compromesso definitivamente il fascino di un territorio in cui oggi l’uomo torna ad identificare nelle peculiarità ambientali storiche e culturali la sua vera ricchezza.



Consorzio Navi del Delta
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